LE ANNUNZIATE IN TERRA DI LAVORO

UN GIALLO STORICO

     
  a cura di Pietro Di Lorenzo
Associazione Culturale “Ave Gratia Plena" di Limatola (BN)
 
 
 

conferenza tenuta presso la
Reggia di Caserta, 7 febbraio 2002
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Caserta e Benevento - Servizio educativo
“Il Museo all’Aperto” – Anno 2001/2002

 
 
 

INDICE

 

 

Materia e scopo dello studio

Un giallo storico irrisolto

Il colpevole

 

 

Le caratteristiche delle Annunziate

L'Annuncio nella Sacra Scrittura

Il Culto

 

 

Il capodanno civile

La preghiera

L'iconografia

 

 

Il mandante

Carlo d'Angiò: chi era costui

Il carlino

 

 

Gli esecutori materiali

Le prove indiziarie

I Battenti

 

 

Ospedali, brefotrofi, conservatori

Organizzazione civile

Le Consagre, le fiere, le feste

 

 

Le immagini

Conclusioni

 

 

         
    LE SCHEDE    
  Limatola Casertavecchia Maddaloni  
  Castelmorrone Caiazzo    

 

  MATERIA E SCOPO DELLO STUDIO  
 

Materia

  • Storia dell’arte, dell’architettura, dell’urbanisticaÞ
    Storia del cristianesimo medievale, dell’agiografia
    ÞStoria del Regno di Napoli
    Storia delle istituzioni giuridiche, sociali, economiche

Scopo

  • Individuare ricorrenza e pattern delle localizzazioni
    Classificare fondazioni, tipologie, ubicazioni, arte
    Casualità, complessità o determinismo?
    Motivazioni profonde

 
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  UN GIALLO STORICO IRRISOLTO  
 

Distribuzione geografica: il Regno di Napoli  

  • Terra di Lavoro 

  • altri territori “sensibili” e da controllare militarmente e politicamenteÞ 

Concentrazione temporale  

  • arte

  • architettura

  • urbanistica

Identità di funzioni sociali

  • ospedali e brefotrofi
  • doti e maritaggi
  • fiere commerciali e privilegi economici

Caratteristiche e peculiarità religiose

  • fondazione e giuspadronato laicale
  • compagnie di Battenti
 
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  IL COLPEVOLE  
  La dinastia Angioina di Napoli Clic per ingrandire  
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  LE CARATTERISTICHE DELLE ANNUNZIATE  
 
  • Le fonti scritturali dell'Annunciazione alla Vergine

  • Il Culto della Beata Vergine Maria Annunziata e la preghiera

  • Le consuetudini religiose e civili

  • L'iconografia nella storia

Le documentazioni

  • Assenza della titolazione "Ave Gratia Plena" nelle chiese non italiane

  • Eccezionalità del titolo "AGP" altrove in Italia prima del secolo XVI

  • Straordinaria concentrazione nel territorio storico di Terra di Lavoro

  • Comunanza di età e tipologia di fondazioni, struttura, diritto, funzioni, ubicazioni

 
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  L'ANNUNCIAZIONE NELLA SACRA SCRITTURA  
 

L'episodio del messaggio angelico dell'incarnazione del Verbo di Dio alla Vergine Maria è riportato dal Vangelo secondo S. Luca (Lc. I, 26-38). L'avvenimento, ambientato a Nazareth, è riferito utilizzando frasi e concetti di antiche profezie bibliche (cfr. II Sam. 7, 16; Ps. 88, 30-37; Is. 9, 7; Mich. 4, 7; Dan. 7, 14-27). Letterariamente il passo, che nella parte dialogata presenta caratteristiche dello stile ebraico, è dei più soavi e dramamtici dell'intero evangelo. Dalle parole iniziali del saluto di Gabriele (Ave Gratia Plena) deriva l'acronimo spesso usato nelle iscrizioni e negli stemmi (AGP).

 

 
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  IL CULTO  
 

La data di ricorrenza dell'annuncio fu fissata al 25 marzo in virtù dell'opinione antica secondo cui Cristo si sarebbe incarnato e sarebbe morto nello stesso giorno: octavo enim Kalendas aprilis conceptus creditur, quo et passus (S. Agostino, De Trinitate 4,5).

 

Fu una delle prime feste mariane riconosciute ma non sembra anteriore all'epoca giustinianea; dal Vi secolo è documentata un po' ovunque, sia in Occidente che in Oriente, dal VII secolo in Italia.

 

La localizzazione della solennità al 25 marzo, posta più volte in discussione per il suo cadere in piena Quaresima, fu poi sempre ripristinata.

 

 
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  IL CAPODANNO CIVILE  
 

Fu diffusissima in tutta Europa, nel Medioevo, la pratica di far cominciare l'anno civile con l'Annunciazione (stile dell'Incarnazione), secondo due calcoli nel conteggio dell'anno:

  • antecedente al Natale: l'anno 1300 iniziava il 25 marzo del 1299 e quindi anticipava di nove mesi e sette giorni;

  • posteriore al Natale: posticipava sul moderno di due mesi e venticinque giorni.

 
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  LA PREGHIERA  
  Salda insieme (almeno dal IV sec.) due brani di Luca. la salutazione angelica "Ave (Maria) Gratia Plena Dominus tecum" e l'esclamazione di Elisabetta "Benedicta tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui". "Jesu" è un'aggiunta attribuita ad Urbano IV (1261-1264).

Fin dai tempi di San Gregorio ha fornito il testo per un'Antifona per la festa della Vergine. Poi dal VII sec. anche di un offertorio.

S. Pier Damiani (1007-1077) lo diffonde nel "Piccolo Ufficio della Vergine".

Dal sec. XII si afferma la seconda parte "Sancta Maria Mater Dei ora pro nobis peccatoribus" e a volte priva della parte finale "nunc et in hora mortis nostræ. Amen" stabilmente presente solo dal sec. XVI.

Pio V la inserì nel Breviario Romano (1568).

 
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  L'ICONOGRAFIA  
 

Dal V sec. in avanti fece riferimento soprattutto al cosiddetto Vangelo dell'Infanzia di Gesù, ritenuto una interpolazione del primitivo testo di Luca. e' una fonte apocrifa rigettata in blocco dalla critica razionalistica fondamentalmente per il contenuto dei versetti 34-35 circa la concezione verginale di Maria.

Glia altri particolari descrittivi della scena furono desunti dai Vangeli apocrifi di Giacomo e dello pseudo-Matteo e la libro della Natività di Maria. Integrando il racconto essenziale dell'Evangelista, essi diedero lo spunto per sviluppare due grandi temi iconografici, differenziati in origine ma successivamente spesso fusi insieme: la narrazione dell'episodio e la descrizione psicologica e ambientale dell'azione.

Le differenti versioni presentarono Maria intenta ad attingere acqua alla fontana o a filare la lana rossa per la tenda del Tempio di Gerusalemme o, più frequentemente, assorta nella meditazione della Scrittura, e si arricchirono via via nel tempo di particolari aneddotici (l'ancella che solleva una tenda e origlia, la minuziosa descrizione della camera, il libro aperto, il leggio, etc.)

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"Annunciazione", particolare,

Angiolillo Arcuccio (1493)

Sant'Agata de' Goti, Annunziata

 

 

In età paleocristiana l'ambientazione all'esterno fu più frequente. Più tardi, dal XIV secolo, ma soprattutto nel Rinascimento, fu prediletta la scelta compositiva di uno spazio interno in virtù delle possibilità espressive di raffigurazione prospettica dell'ambiente. Anche l'atteggiamento emozionale trasmesso dai due protagonisti offrì molteplici sviluppi (meraviglia, stupore, ritrosia, spavento, sbigottimento, serena accettazione, etc.)

Tradizionalmente la Madonna fu raffigurata a destra e l'Arcangelo a sinistra.  Ciò nel rispetto di una consuetudine antichissima tramandata ancora oggi e documentata dalla presenza di due colonne nell'omonima Basilica dell'Annuncio di Nazareth.

La posizione a sinistra, piuttosto rara, fu caratteristica peculiare di artisti medievali orientali (Cappadocia e Siria).

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"Annunciazione"

Emnuele De Mattheis (1729)

Maddaloni, Annunziata - Altare Maggiore

 

     
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  IL MANDANTE  
  Perchè il mandante potrebbe essere Carlo I d'Angiò?
  • nel 1270 assume la convenzione dell'Annunciazione per l'inizio dell'Anno Civile

  • conquistato e consolidato il regno, nel 1278 conia il carlino

  • Carlo, nato sul finire di marzo (forse il 25?) potrebbe aver maturato una devozione particolare e personale alla Vergine Annunziata

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  CARLO D'ANGIÒ: CHI ERA COSTUI?  
 

Carlo I nacque, sul finire del marzo 1226, da Luigi VIII "il Leone" e Margherita di Provenza di cui fu sesto figlio maschio.

Dal fratello Luigi IX "il Santo" fu investito cavaliere e quindi signore dell'Anjou e del Maine dal 1246. Nel 1246 sposò Beatrice di Provenza e, alla sua morte, Margherita di Bourgogne, contessa de Tonnerre.

Per matrimonio ebbe la contea di Provence e di Forcalquier (1246-1285).

Con l'assenso papale conquistò il regno di Sicilia e fu re titolare di Gerusalemme.

Morì a Foggia il 7 gennaio 1285.

 

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  IL CARLINO  
 

E' la prima moneta coniata a Napoli da Carlo I d'Angiò, nel 1278.

Il saluto d'oro (volgo carlino), prodotta sia in oro che in argento, anche nella mezza misura, riproduceva sul recto il blasone e i titoli di Carlo, sul verso l'immagine dell'Annuncio con l'iscrizione "Ave Gratia Plena Dominus Tecum".

Anche i successori di Carlo continuarono ad usarlo.

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KAROL DEI GRATIA IER'M SICILIE REX

 

Au: gr. 4,40 (saluto d'oro)

gr. 2,16 (mezzo saluto d'oro)

 

Ag: gr. 3,24 (saluto d'argento)

gr. 1,60 (mezzo saluto d'argento)

 

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  GLI ESECUTORI MATERIALI  
 

Perché gli esecutori furono i suoi discendenti sul trono di Napoli? Ipotesi di lavoro

 

Carlo II e poi Roberto ed ancor più Giovanna I e gli Angiò-Durazzo potrebbero aver conservato memoria della devozione personale di Carlo I all'Annunziata, capostipite della dinastia.

 

Essi potrebbero aver sfruttato un movimento popolare di devozione (forse legato ai Battenti e alle loro pratiche) per "controllare" il territorio in modo "coperto e discreto", soprattutto in regioni di frontiera o sensibili, e con strumenti indipendenti ed alternativi rispetto alla feudalità (spesso infida) e alla struttura ecclesiastica (spesso troppo autonoma).

 

 
 

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  LE PROVE INDIZIARIE DEL "DELITTO"  
 
  • Oltralpe  non sono note chiese dedicate alla B.V. Annunziata pur essendo documentati diffusi e sentiti il culto e la devozione

  • Le chiese così intitolate in altre nazioni storiche italiane sono poco numerose (74) rispetto a quelle dell'intero Regno (173) di cui ben 61 nella sola Terra di Lavoro (storica)

  • Le chiese "regnicole" sono in gran parte di fondazione angioina, mentre altrove la fondazione è spesso successiva al secolo XVI.

  • Negli altri territori solo in pochi casi (11) le chiese sono affiancate da ospedali e solo in 13 casi le fondazioni sono legate a congregazioni laicali (in maggioranza Battenti)

 
 

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  I BATTENTI  
 

A propugnare il sorgere delle Chiese dell'AGP furono confraternite laicali in relazione con i Flagellanti, propriamente Disciplinati.

Sostenuta ed incoraggiata come pratica devozionale penitenziale ascetica anche da scrittori come s. Pier Damiani, la flagellazione pubblica fu praticata per la prima volta a Perugia nel 1260, durante la predicazione di Ranieri Fasani che la inquadrò nell'attività di una confraternita di Disciplinati o Battenti. Rapidissima fu la diffusione, attraverso l'Italia centrosettentrionale, in tutta Europa grazie alle compagnie dei Disciplinati, penitenti girovaghi, erranti di città in città. Nonostante la sorveglianza degli ordini mendicanti, presso le cui chiese spesso facevano capo le confraternite, il fenomeno non fu esente da infiltrazioni politico-sociali e da tendenze ereticali al punto che, con la bolla del 20 ottobre 1349, il Papa Clemente VI ne proibì le manifestazioni pubbliche.

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Particolare di un Battente

Limatola, Annunziata, Portale (1503)

 

 

In aperta alternativa all'organizzazione gerarchica dello stato feudale e della civitas comunale, proposero il recupero dei valori fondamentali del vivere comunitario e una lotta spietata all'arricchimento personale, perpetuato a danno degli emarginati.

Sotto l'aspetto religioso fu palese il forte grido di contestazione contro la struttura trionfalistica della Chiesa ufficiale in virtù di un costante richiamo a pratiche devozionali e caritatevoli ispirate ad una semplicità ed una povertà esteriore estremizzante.

L'impeto esplicitamente rivoluzionario del movimento fu eccezionale e particolarmente trascinante soprattutto per l'innovativo ed originale coinvolgimento del popolo in una diversa realtà esistenziale.

 

Il manifestarsi dell'organizzazione in potenti confraternite riuscì ad avere una presa notevole sui ceti mercantili ed artigiani, organizzando migliaia di popolani e contadini in periodici riti di penitenza itineranti e in pratiche caritatevoli ordinarie (donazioni, lasciti, fondazioni di opere pie, etc.).

Solo talvolta esse furono sorrette da elementi appartenenti alle classi di potere che per vicende personali si ponevano in contrasto con le istituzioni centrali (comune, re o chiesa).

Da fenomeno rivoluzionario, il movimento, combattuto strenuamente dal potere che ne intuiva il pericoloso portato democratico, fu gradualmente inquadrato nei limiti meno sovversivi, regolando le attività assistenziali e le pratiche devozionali di ogni confraternita locale in modo sistematico e organizzato.

 

 
 

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  OSPEDALI, BREFOTROFI, CONSERVATORI  
 

Peculiarità "laburina" è la presenza di istituti assistenziali. Gli ospedali erano destinati tanto ai residenti quanto ai pellegrini e come i brefotrofi e i conservatori per le fanciulle erano gestiti da economi (di solito 2), eletti dal popolo avente diritto. Le opere pie erano mantenute grazie alle ingenti rendite fondiarie e di capitale di cui godevano le Annunziate, grazie ai lasciti testamentari.

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L'edificio che, originariamente, ospitava l'Ospedale della Chiesa dell'Annunziata in Limatola (BN)

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  L'ORGANIZZAZIONE CIVILE  
 

Lo giuspadronato laicale garantiva la gestione “pubblica” degli istituti. Diversi furono i tentativi delle Diocesi di richiedere, invano, il riconoscimento di diritti di possesso o di ingerenza (particolarmente forte in tal senso fu la pressione della Diocesi di Caserta su Leone X, 1513). Anche la nomina dei cappellani che vi celebravano era di spettanza dei governatori e degli economi.

 

Ancor oggi quasi tutte le Annunziate scampate alla destinazione conventuale (sec. XVI) sono di proprietà comunale.

 

Le Annunziate servivano anche come riunione dell’Università dei cittadini del luogo per celebrare le assemblee elettive dei rappresentanti comunitari come per deliberare in merito alle questioni importanti.

 

 
 

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  LE CONSAGRE, LE FIERE, LE FESTE  
 

Tradizione religiosa tipica delle Annunziate era la commemorazione, liturgicamente solenne, della data di consacrazione della chiesa.

 

Legata alla festività religiosa si svolgeva una fiera zootecnica utile alla commercializzazione dei prodotti della terra e dell'artigianato.

 

Sono documentate anche feste "con polvere e folgori da spararsi in detta festività" ancor oggi in quasi tutte le Annunziate scampate alla destinazione conventuale.

 

 
 

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  LE IMMAGINI  
 

In costruzione

 

 
 

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  CONCLUSIONI  
 

Significativa probabilità (empirica!) che il fenomeno nasconda cause più profonde della semplice emulazione.

 

Gli indizi quantitativi e qualitativi inducono a proseguire e ad approfondire la ricerca.

 

Per chiudere, una domanda: chi vuole darci una mano? Chi vuole può comunicare notizie sulle Annunziate della propria zona scrivendo a

assoagp@yahoo.it

 

 
 

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